VENERDI DELLA II SETTIMANA DOPO L'EPIFANIA

Lettura del Vangelo secondo Marco. Mc 4, 10b. 21-23

 

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

 

Dalla Parola del giorno (Vangelo v. 21)

Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro?

 

Come vivere questa Parola?

Una paraboletta breve, ma che evoca un quadro efficace. Vedi anzitutto il gesto folle di chi accende una lampada e poi la nasconde sotto l'armadio. Poi vedi la stessa persona che ora decide di mettere il lume sotto il letto.

Ma c'è anche chi afferra il lucerniere per metterlo al centro della stanza, e rende tutto luminoso l'ambiente, appoggiandovi sopra la lampada.

Ecco, la luce è la rivelazione che Gesù ha compiuto attraverso il suo mistero pasquale e i suoi insegnamenti. È la luce dell'immenso Amore di Dio che, senza aspettare d'essere amato da noi, per Primo ci ha amati. Il senso profondo della vita è qui. Ma bisogna lasciarsi illuminare. Non mettere sotto l'armadio dei tuoi piccoli interessi questa luce di verità che investe, per la gioia, il tuo vivere.

Non nascondere sotto il letto dei tuoi comodi più egoistici, la lampada della Parola che, se ti esponi ad essa con cuore libero, ti infonde coraggio e vigore.

L'espositore, il lucerniere sei tu stesso, se hai il coraggio di accogliere la lampada della Parola e di metterla in pratica.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, nell'interiorizzare tutto questo prendo atto di quanto sia importante, oggi, non solo ricevere luce dall'Alto ma diventare Luce del Signore là dove vivo.

Signore, non per me stesso, ma per illuminare, consolare testimoniando e aiutando, alimento la mia lampada, prolunga il Tuo essere Luce in me.

 

La voce di un grande santo

Dobbiamo essere lux mundi, ovvero lucerna ardens in domo Dei, perché un cristiano viene osservato da mille e mille, e guai se non risplende. Non dimenticate che dovete essere ovunque cristiani, vale a dire: sale nei discorsi e luce colle buone opere.

(san Giovanni Bosco)

 

Santo del Giorno

Oggi 23 gennaio si venera:

San Babila, vescovo, e i tre fanciulli, martiri

Venerdì della settimana della II Domenica dopo l'Epifania

23 Gennaio 2026

 

Babila fu vescovo di Antiochia nel 240 circa, e morì martire durante la persecuzione di Decio, verso l’anno 250. Questi dati fondamentali si ricavano dall’opera dello storico Eusebio di Cesarea. Il Martirologio siriaco del 412 e quello Geronimiano, sempre del V secolo, uniscono alla memoria di Babila quella di tre fanciulli martiri. Anche Giovanni Crisostomo ricorda Babila e i tre fanciulli martirizzati con lui. La tradizione siriaca, nel Martirologio di Rabban Sliba ha conservato i nomi dei tre fanciulli: Barbado, di dodici anni, Apollonio, di nove anni e Urbano, di sette anni.
Altre notizie lasciateci dal Crisostomo su Babila pongono diversi interrogativi. Se poco ci è stato tramandato con garanzia di storicità sulla vita e il martirio del santo vescovo di Antiochia, ben documentata è la sorte delle sue reliquie, di cui ci dà testimonianza ancora Giovanni Crisostomo. Le spoglie di Babila, sepolte nel cimitero di Antiochia, a metà del secolo IV, furono trasferite nel 351-354 a Dafne. È il primo caso di traslazione di reliquie di cui abbiamo sicura testimonianza. Ma nel 362 l’imperatore Giuliano volle ridare vita al culto pagano e per purificare il terreno sul quale sorgeva il tempio fece trasferire nuovamente le reliquie di Babila ad Antiochia, il che avvenne con grande manifestazione di fede.
Nel 380 il vescovo Melezio fece costruire di fronte ad Antiochia un martyrion in onore del santo, dove le sue reliquie furono deposte definitivamente. La memoria liturgica di questo santo di origine siriaca nell’ambito della Chiesa milanese è indice dell’influsso orientale sulla liturgia e sulla vita della Chiesa ambrosiana.


 

 

Fonti: Sosio Valter – santodelgiorno.it- chiesadimilano.it