GENNAIO 2026

 

 31  Dicembre Mercoledìore 17.00: S. Messa festiva e “TE DEUM
 

1 Giovedì

Ottava di Natale

ore 9.30: S. Messa festiva e “VENI CREATOR SPIRITUS

59° GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

 2  Ven.ore 17.30: S. Messa in Cappellina – Adorazione Eucaristica
 3  Sabatoore 17.00: S. Messa festiva
 4 DomenicaNO S. MESSA     
 5  Lunedìore 17.00: S. Messa festiva
 6 Martedì

EPIFANIA del SIGNORE – ore 9.30: S. Messa solenne

Giornata di preghiera e offerta per Infanzia Missionaria

 8  Gio. – 9 Ven.ore 17.30: S. Messa in Cappellina
 10  Sabatoore 17.00: S. Messa festiva
 

11 Domenica

BATTESIMO di Gesù

NO S. MESSA

 

 15 Gio. – 16 Ven.ore 17.30: S. Messa in Cappellina
 17Sabatoore 17.00: S. Messa festiva - Giornata per dialogo ebraismo e cristianesimo.
 18 Domenica

Domenica della PAROLA DI DIO  -  NO S. MESSA

18 – 25: ottavario di preghiera per unità dei cristiani

 22  Gio. – 23 Ven.ore 17.30: S. Messa in Cappellina
 24  Sabatoore 17.00: S. Messa festiva vigiliare

25 Domenica

SACRA FAMIGLIA

NO S. MESSA

Giornata mondiale contro la lebbra

 29  Gio. – 30 Ven.ore 17.30: S. Messa in Cappellina
 31  Sabatoore 17.00: S. Messa festiva

 

 

Confessioni: sabato ore 16.00


 

 

GENNAIO 2026: La pace sia con tutti voi"

 

Il messaggio di Leone XIV invita "a rifiutare la logica della violenza e della guerra" per una scelta "disarmata e disarmante" capace di "sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza": non basta invocarla, "bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale”.

Dai primi istanti del suo pontificato, quando per la prima volta, nel pomeriggio dell'8 maggio, si è affacciato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, fino al tema della Giornata Mondiale della Pace 2026, la pace è rimasta il filo d’oro che attraversa le parole e i gesti di Papa Leone XIV. Il Papa "invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia". Una pace che non è semplice assenza di conflitti, ma scelta di disarmo, "cioè non fondata sulla paura". Il silenzio delle artiglierie diventa allora "disarmante", perché "capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza".  "La pace sia con voi": dal saluto del Cristo Risorto a quello del Successore di Pietro, l’invito è universale, rivolto a "credenti, non credenti, responsabili politici e cittadini", con l’ardente desiderio di "edificare il Regno di Dio e costruire insieme un futuro umano e pacifico". Nelle parole di Leone XIV, il tema della pace non è mai disgiunto dal contesto presente, con le sue ferite ancora aperte. “Il nostro mondo presenta le cicatrici profonde del conflitto, della disuguaglianza, del degrado ambientale e di un crescente senso di disconnessione spirituale”.

La riconciliazione nasce "dalla realtà", dai territori e dalle comunità, e cresce nelle istituzioni locali. Non negando "differenze" e "conflittualità", ma riconoscendole, assumendole e attraversandole.

"Se vuoi la pace, prepara istituzioni di pace"

Eppure, dove il dolore sembra prevalere, nasce la responsabilità più alta: costruire un domani di riconciliazione. Un paradosso, nell’oggi, che esige scosse capaci di rompere l’inerzia dello status quo. Se i latini dicevano Si vis pacem, para bellum (Se vuoi la pace, prepara la guerra), Leone XIV ha rilanciato con forza: "Se vuoi la pace, prepara istituzioni di pace". Non solo dalle altezze, ma "dal basso, in dialogo con tutti". La condizione universale per edificarla resta una: “Senza il perdono non ci sarà mai la pace!”

Attraverso un gesto così forte, la pace si fa quindi "luce del mondo": la cercano "tutti", ma soprattutto i giovani, chiamati ad abitare il futuro. "Quanto ha bisogno il mondo di missionari del Vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace!" E sempre a loro ha indicato una via semplice, spesso dimenticata: "l’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada verso la pace". E ancora alle nuove generazioni ha affidato un grido che squarciasse il cielo e restasse memoria: "Vogliamo la pace nel mondo!"   

 

A tutti il mio augurio di un buon nuovo anno nella pace del Signore.                                                                                                                                                                             Don Renato

⛪ Crosio