LUNEDÌ DELLA SETTIMANA DELLA VI DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

 

Lc 21, 5-9

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

 

Alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi. (Lc 21, 5)

 

Oggetto di discussione è il tempio, ovvero la dimora di Dio tra gli uomini. Parlare del tempio è parlare del desiderio più grande del genere umano: della comunione degli uomini con Dio e tra di loro. Come realizzarla? Questi "alcuni" fedeli di ogni generazione, anche della nostra, guardano anzitutto alle "belle pietre": è il primato dell'esteriorità, quando si crede che edificare la Chiesa significhi costruire bei luoghi di culto e fare belle cerimonie e liturgie. Ma Gesù avverte: "Non resterà pietra su pietra". Il Regno di Dio si costruisce anzitutto nell'interiorità: è un edificio spirituale, fatto di pace, gioia, perdono, mitezza, umiltà. Oltre che "belle pietre", oggetto di attenzione sono i "doni votivi": la pietà e la devozione fanno mostra di sé attraverso oggetti esteriori. E ancora una volta, Gesù inviterà all'interiorizzazione: il nuovo tempio spirituale sarà abbellito non da doni votivi, ma dal dono di sé. Il corpo stesso di Cristo sarà la pietra che, scartata dai costruttori, diverrà pietra angolare: dopo di lui, i suoi discepoli saranno "pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale" (cf 1 Pt 2 ,5).


Oggi, nella mia pausa meditativa, contemplerò l'edificazione di questo tempio mistico e chiederò la grazia di poter diventare anch'io "pietra viva", attraverso la cura per la vita interiore, per "l'uomo nascosto nel cuore" (cf 1 Pt 3, 4) che è Cristo stesso.

 

La voce di un Padre della Chiesa

Come il passero si è trovato una casa, così anche il tuo cuore si è trovato una casa in cui dimorare: attraverso la fede, la speranza e la carità ci innalziamo a Dio, come il passero in atto di volare verso la propria abitazione.

(Sant’Agostino)

 


 

Santo del Giorno

Oggi 05 ottobre si venera:

Santa Maria Faustina Kowalska

Santa Maria Faustina Kowalska

 

Nome: Santa Maria Faustina Kowalska

Titolo: Vergine

Nome di battesimo: Helena Kowalska

Nascita: 25 agosto 1905, Glogowiec, Polonia

Morte: 5 ottobre 1938, Cracovia, Polonia

Ricorrenza: 5 ottobre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

Beatificazione:
18 aprile 1993, Roma , papa Giovanni Paolo II

Canonizzazione:
30 aprile 2000, Roma , papa Giovanni Paolo II

Luogo reliquie:Santuario della Divina Misericordia


 

Elena Kowalska è conterranea di Giovanni Paolo II che l'ha elevata agli onori degli altari nell'anno 2000. Era nata a Giogowiec, nel distretto di Turek, provincia di Lodz, il 25 agosto 1905.

 

Le difficili condizioni economiche e sociali provocate dalla prima guerra mondiale, che avevano messo in ginocchio molte famiglie polacche, compresa la sua, non consentirono a Elena, che pure era di intelligenza vivace, di andare oltre le prime tre classi della scuola elementare. Per contribuire a far quadrare in qualche modo il bilancio familiare, andò a lavorare come domestica in una casa di buona famiglia.

 

Ma mentre lavava piatti e tirava a cera i lindi pavimenti dei suoi signori, pensava ad altro. Nel suo cuore era germogliato il desiderio di abbracciare la vita religiosa, non certo per sottrarsi alla fatica del lavoro, ma per vivere in modo più profondo e radicale la vocazione cristiana.

Incontrò subito l'opposizione dei genitori, che con la sua entrata in convento avrebbero perso un'indispensabile fonte di guadagno. La risolutezza di Elena ebbe però la meglio e nel 1924 poté chiedere finalmente di essere accolta nella Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia.

Era consuetudine che ogni aspirante alla vita religiosa portasse con sé, nel momento dell'ammissione, una congrua dote, perché i conventi, essendo poveri, non erano in grado di provvedere al corredo delle aspiranti. Ma neppure la famiglia di Elena poteva farlo, per cui la giovane dovette lavorare sodo ancora un anno per mettere insieme almeno l'indispensabile. Non le venne invece chiesta la dote vera e propria, che avrebbe richiesto ben più di un anno di lavoro.

Aveva vent'anni quando venne ammessa al postulantato e poi (1926) al noviziato come suora conversa, addetta cioè al servizio della comunità. Come avviene in altri ordini o congregazioni religiose, con l'occasione cambiò il nome di Elena con quello di Maria Faustina: era un modo per segnare il distacco dalla vita precedente e l'inizio di un nuovo modo di stare con il Signore e con gli altri.

 

Due anni dopo emise i voti temporanei e nel 1933 quelli definitivi, nel suggestivo rito della professione perpetua.

Per tredici anni suor Faustina lavorò in quasi tutte le case della provincia, che erano allora dieci, occupandosi dei mestieri più umili: la cucina, il giardino e la portineria. Eseguiva sempre con molta fedeltà quanto richiestole, e con gioia, illuminando ogni atto con la luce della sua spiritualità, molto intensa, costellata da slanci mistici dei quali erano a conoscenza solo i suoi direttori  spirituali e le superiore.

Nel 1934, obbedendo all'indicazione del suo direttore  spirituale, cominciò a scrivere un diario personale che intitolò La divina misericordia nell'anima mia, e che è un resoconto particolareggiato di rivelazioni e di esperienze mistiche.

 

Nel 1935 Faustina ricevette una rivelazione privata da Gesù, nella quale egli le avrebbe richiesto una particolare forma di preghiera detta Coroncina alla Divina Misericordia. Secondo suor Faustina, particolari grazie sarebbero state concesse a chi avesse recitato questa preghiera:

«La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina. Per la recita di questa coroncina mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno. I sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito, se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia della mia infinita misericordia. Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile misericordia avvolge l’anima.»

La Coroncina della Divina Misericordia

  1. Si inizia recitando, dopo il segno della croce, un Padre nostro, un Ave Maria e il Credo.
  2. Sui 5 (cinque) grani del Padre Nostro, ovvero i grani maggiori del Santo Rosario si dice: «Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.»
  3. Sui 50 (cinquanta) grani minori si dice: «Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.»
  4. Al termine si dice per tre volte: «Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.»
  5. La preghiera termina con la seguente invocazione: «O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!»; ed infine nuovamente il segno della croce.



 

La Coroncina della Divina Misericordia



Suor Faustina viene ricordata anche come l'apostola della devozione a Gesù misericordioso. Una pia pratica che, radicatasi in Polonia grazie al suo zelo, si estese, a partire dai primi anni Quaranta, anche fuori dai confini polacchi per abbracciare tutto il mondo. Con tale pratica si diffuse anche la conoscenza di colei che ne aveva fatto il centro della propria spiritualità.

Il 5 ottobre 1938 suor Faustina tornava alla casa del Padre. Morì nel convento di Lagiewniki nei pressi di Cracovia, offrendosi alla misericordia divina come vittima per la conversione dei peccatori.. Venne sepolta nel cimitero della congregazione. Quando fu avviato il processo informativo per verificare l'eroicità delle sue virtù, le sue spoglie vennero trasferite nella cappella della congregazione, diventata subito cuore della devozione di molti fedeli che si affidano alla sua intercessione per ottenere conforto dell'anima e sollievo nelle malattie.

 


È stata proclamata beata il 18 aprile 1993 e santa nel 2000, anno del Giubileo, da Giovanni Paolo II.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Cracovia in Polonia, santa Maria Faustina (Elena) Kowalska, vergine delle Suore della Beata Maria Vergine della Misericordia, che si adoperò molto per manifestare il mistero della divina misericordia.
 

Di seguito un documentario, della durata di 1 ora e 15 minuti, sulla vita di S.Faustina.

Clicca per la visione.

S. Faustina Kovalska - FILM

 

Fonte: Valter Sosio - Chiesadimilano.it - santodelgiorno.it - laparola.it