Il fine settimana pubblico la liturgia della domenica e i santi del sabato e della domenica.
IV Domenica di Pasqua
26 Aprile 2026
ALL’INGRESSO
Annunciate con voce di gioia
che risuoni ai confini della terra:
«Il Signore ha liberato il suo popolo», alleluia.
ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, che unisci in un solo volere i tuoi fedeli, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e di desiderare ciò che prometti perché, tra le varie vicende del mondo, siano fissi i nostri cuori dov’è la vera gioia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
LETTURA At 6, 1-7
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàe Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
SALMO Sal 134 (135)
Benedite il Signore, voi tutti suoi servi.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Lodate il nome del Signore,
lodatelo, servi del Signore,
voi che state nella casa del Signore,
negli atri della casa del nostro Dio.
Il Signore si è scelto Giacobbe,
Israele come sua proprietà. R
Lodate il Signore, perché il Signore è buono;
cantate inni al suo nome, perché è amabile.
Signore, il tuo nome è per sempre;
Signore, il tuo ricordo di generazione in generazione.
Sì, il Signore fa giustizia al suo popolo
e dei suoi servi ha compassione. R
Benedici il Signore, casa d’Israele;
benedici il Signore, casa di Aronne;
benedici il Signore, casa di Levi;
voi che temete il Signore, benedite il Signore.
Da Sion, benedetto il Signore,
che abita in Gerusalemme! R
EPISTOLA Rm 10, 11-15
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, dice la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato». Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!».
VANGELO Gv 10, 11-18
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
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Tu ci hai amati per primo, o Dio
23 Aprile 2026/in Pensa e Prega, Preghiere
Noi parliamo di te
Come se ci avessi amato per primo una sola volta.
Invece continuamente,
Di giorno in giorno per la vita intera
Tu ci ami per primo.
Quando al mattino mi sveglio ed elevo a te il mio spirito,
Tu sei il primo,
Tu mi ami per primo.
Se mi alzo all’alba
E immediatamente
Elevo a te il mio spirito e la mia preghiera,
Tu mi precedi,
Tu già mi hai amato per primo.
E’ sempre così.
E noi, ingrati,
Che parliamo come se Tu ci avessi amati per primo
Una volta sola…
S. Kierkegaard
Vivere la Parola di oggi
«Non v’è creatura, per quanto piccola, che non riveli la misericordia di Dio» (Tommaso da Kernpis).
Mettiti ad ascoltare di più consigli e parole dei più umili e semplici. Dio potrà farne uno strumento della sua bontà per parlare al tuo cuore
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Il 25 Aprile, Anniversario della Liberazione dell'Italia ,
dal Nazifascismo si venera:
San Marco

autore: Giuseppe Vermiglio anno: XVII secolo
titolo: San Marco Evangelista luogo: A.S.S.T. Melegnano e della Martesana, Milano
Nome: San Marco
Titolo: Evangelista
Nascita: I secolo , Cirene
Morte: I secolo, Alessandria, Egitto
Ricorrenza: 25 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Festa
Patrono di:
Veneto, Venezia, Latina, Pordenone, San Marco in Lamis, Cassola, Gardone Val Trompia, Pieve a Nievole, Caerano di San Marco, San Marco Argentano
Protettore:
dell' udito, degli allevatori, dei segretari, dei pittori, degli ottici, dei notai, degli interpreti, dei farmacisti, dei calzolai, dei vetrai
Luogo reliquie:Basilica di San Marco
Fa parte di:Santi del Veneto
S. Marco fu eletto da Dio ad essere il portavoce dello Spirito Santo, scrivendo la vita e la dottrina di N. S. Gesù Cristo nel Vangelo che porta il suo nome.
Nacque a Cirene ed era cugino di S. Barnaba: sua madre si chiamava Maria. Rimase ubbidiente alla legge di Mosè fino dopo la risurrezione di Gesù, quando fu da S. Pietro convertito alla fede cristiana, istruito e creato sacro ministro.

titolo San Pietro detta il Vangelo a San Marco
autore Fra Angelico anno 1433
Dalla sua conversione in poi non si staccò più dal Principe degli Apostoli, da cui era amato qual tenero figliuolo, come lo chiamò in una sua lettera: « Vi saluta anche Marco, mio figlio ». S. Marco era il segretario, l'interprete di S. Pietro. Il suo Vangelo, come dicono i Ss. Padri, non è altro che la predicazione di S. Pietro fissata sulla carta. Accompagnò l'Apostolo nei suoi viaggi a Roma, ove appunto scrisse il suo Vangelo in lingua greca, la più parlata in quei tempi. Lo scopo del Vangelo secondo S. Marco è di dimostrare la potenza di Gesù Cristo, Figlio di Dio, che si manifesta nell'operare molti e grandi miracoli.
Simbolo del suo Vangelo è il leone, il re degli animali, che molto bene rappresenta la potenza di Gesù Cristo.
Scrisse il suo Vangelo tra l'anno 40 e 60, dopo quello di S. Matteo, e prima di quello di S. Luca, come ci assicura la tradizione. Incomincia con un preambolo, quindi parla della divina missione di Gesù in Galilea, poi delle varie escursioni apostoliche in altre parti della Palestina, e termina col descrivere l'ultimo viaggio a Gerusalemme, l'ultima Pasqua, le sofferenze, la morte, la risurrezione e la gloria di Gesù Cristo.
Nessuno tra i fedeli poteva possedere le divine verità meglio di S. Marco, il quale continuamente le apprendeva dalle labbra del Principe degli Apostoli.
Ordinato vescovo, fu mandato da S. Pietro in Egitto a predicare il santo Vangelo. Confermando la sua predicazione con l'esempio d'una vita santa e penitente, con innumerevoli prodigi, aiutato dalla divina grazia fondò in Alessadria una fiorente comunità la quale divenne la celebre Chiesa Alessandrina, che ci diede un S. Chino, un S. Antonio, una S. Caterina e tanti altri servi del Signore.

titolo Martirio di San Marco
autore Giovanni Bellini e Vittor Belliniano anno 1526
Dopo una vita di travagli, tutta spesa a gloria di Dio e al bene delle anime, subì un martirio lungo e crudele. Fu legato ad una fune e trainato da un cavallo per luoghi sassosi e scoscesi, finchè il 25 aprile dell'anno 68 l'anima sua entrò nella gloria colla triplice aureola del vergine, dello scrittore e del martire.

titolo: Ritrovamento del corpo di San Marco
autore: Tintoretto anno: 1562-1566
Le sue reliquie furono trasportate a Venezia, e riposte nella basilica di S. Marco, ove sono oggetto di grande venerazione.
PRATICA. S. Marco ci offre il S. Vangelo: leggiamolo, e impareremo a conoscere Gesù, ad amarlo e a seguirlo.
PREGHIERA. O Dio, che hai nobilitato il beato Marco mediante la grazia della predicazione evangelica, deh concedici di approfittare sempre del suo insegnamento e di essere difesi dalla sua predicazione.
MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Alessandria il natale del beato Marco Evangelista. Questi, discepolo ed interprete dell'Apostolo Piétro, pregato in Roma dai fratelli, scrisse il Vangelo, col quale se ne andò in Egitto, e per primo annunziando Cristo in Alessàndria, vi fondò la Chiesa. Poi, preso per la fede di Cristo, legato con funi e trascinato fra i sassi, fu gravemente tormentato; quindi, chiuso in carcere, prima fu confortato da un'angelica visione, e finalmente, apparendogli lo stesso Signore, fu chiamato ai gaudii celesti, nell'anno ottavo di Nerone.
PROVERBIO. San Marco evangelista, maggio alla vista.
PROTETTORE DELL'UDITO
San Marco Evangelista è venerato come protettore dell'udito principalmente grazie a una tradizione radicata nella cittadina di Ruffano, nel Salento (provincia di Lecce). Qui, ogni 25 aprile, si celebra una festa che lo onora specificamente come patrono dell'udito e degli apparecchi acustici.
Durante questa celebrazione, i fedeli ricevono batuffoli di cotone imbevuti in olio benedetto, da applicare sulle orecchie come gesto simbolico per proteggersi dalle malattie uditive. Nel corso dei secoli, molti devoti hanno testimoniato grazie ricevute, lasciando ex-voto a forma di orecchio in oro e argento nella chiesa locale. Questa pratica ha consolidato la figura di San Marco come intercessore per la salute dell'udito.
ICONOGRAFIA
Presente già tra le prime arti cristiane San Marco è quasi sempre raffigurato assieme ad un Leone. San Girolamo argomentò la nota associazione dei quattro evangelisti con i simboli del "tetramorfo" che compaiono nelle profezie di Ezechiele, riprese poi nelle visioni dell'Apocalisse:
«Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l'aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l'aspetto d'uomo, il quarto vivente era simile a un'aquila mentre vola; i quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi»
Già nell'iconografia dell'inizio del V secolo san Marco vi appare come leone alato, come si osserva ad esempio nei mosaici della Basilica di Santa Pudenziana a Roma.

titolo Mosaico Basilica di Santa Pudenziana a Roma
Nell'arte bizantina alcuni mosaici come quelli della Basilica di San Vitale a Ravenna raffiguravano i quattro evangelisti in forma umana, con in mano il Vangelo e con a fianco i loro simboli. Tale iconografia divenne diffusissima nell'arte romanica e poi in quella gotica. Nelle chiese di tale periodo i quattro santi vennero molto spesso effigiati nelle vele delle volte a crociera, seduti allo scrittoio, intenti alla stesura dei vangeli; talvolta si affiancano a essi i quattro Dottori della Chiesa.

titolo San Marco e Sant'Agostino
La figura di San Marco insieme agli altri evangelisti compare anche nelle rappresentazione degli apostoli che troviamo in ogni espressione dell'arte sacra cristiana. Alcune pale d'altare esprimono una speciale devozione per san Marco, come la celebre tela di Tiziano raffigurante San Marco in trono nella Basilica di Santa Maria della Salute a Venezia. Nella splendida pala San Marco si erge statuario, vangelo alla mano appoggiato scenograficamente sul ginocchio, ricordando la maestosità di sculture coeve. In basso i santi Cosma e Damiano, san Sebastiano e san Rocco, patrono degli appestati che mostra, come al solito, la sua piaga aperta sulla gamba.

titolo San Marco in trono
San Marco, patrono di Venezia, è inoltre raffigurato nelle meravigliose scene della sua vita nei mosaici della Basilica di San Marco (XIII secolo). Nel periodo rinascimentale gli episodi narrati nella Leggenda Aurea divennero soggetto per numerosi capolavori eseguiti da artisti della scuola veneta. Tra i maggiori esempi la grande tela di Gentile e Giovanni Bellini raffigurante la Predica di san Marco ad Alessandria.
titolo Predica di san Marco ad Alessandria d'Egitto
autore Gentile e Giovanni Bellini anno 1504-1507
Anche le quattro tele di Tintoretto eseguite per la Scuola di San Marco a Venezia, aventi per soggetto Il miracolo di san Marco che libera uno schiavo, San Marco salva un saraceno, Trafugamento del corpo di san Marco, Il ritrovamento del corpo di san Marco.

titolo San Marco libera uno schiavo
autore Tintoretto anno 1548

titolo San Marco salva un saraceno
autore Tintoretto anno tra il 1562 ed il 1566

titolo Trafugamento del corpo di san Marco
autore Tintoretto anno tra il 1562 ed il 1566

titolo Ritrovamento del corpo di san Marco
autore Tintoretto anno tra il 1562 ed il 1566
Santo del Giorno
Il 26 aprile si venera:
Madonna del Buon Consiglio
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autore: Pasquale Sarullo anno: 1800 titolo: Madre del Buon Consiglio
luogo: Trafugata dalla sala Capitolare del sacro Convento di Assisi
Nome: Madonna del Buon Consiglio
Titolo: Miracolo
Ricorrenza: 26 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Uno dei nomi con cui è conosciuta la Madre di Dio e alla quale i fedeli si rivolgono è la Madonna (o Madre) del Buon Consiglio. Il Consiglio a cui ci si riferisce è il Cristo, il “Consigliere mirabile” profetizzato da Isaia, così come “lo Spirito del Consiglio” che la guidò per tutta la sua esistenza.
Rappresentata mediante una semplice immagine di Madonna che stringe al petto Gesù Bambino, entrambi sovrastati da un arcobaleno, il suo culto nasce dalla provincia di Roma, nel piccolo paese di Genazzano. Ma il dipinto ha una lunga storia. Esso si trovava nella cittadina di Scutari, in Albania, e a quel tempo, siamo nel XIII secolo, veniva venerato come Santa Maria di Scutari, e custodito nel Santuario. Qui abbelliva una parete in quanto affresco di autore sconosciuto.
L'invasione dell'impero turco nel secolo successivo gettò l'Albania nel caos; priva di difese adeguate, il popolo pregava e in suo soccorso giunse il nobile Giorgio Castriota, devoto alla Madonna. Lui e tutti coloro che lo affiancarono nella battaglia si inginocchiavano durante le pause dinanzi a Santa Maria di Scutari, e vincevano. Dopo 23 anni di battaglie Castriota muore; una notte due giovani soldati videro la Santa in sogno che gli chiedeva di seguirli, e al mattino, mentre erano in preghiera dinanzi all'affresco, esso si staccò dal muro! Iniziarono a seguire gli angeli che lo portavano e senza rendersene conto miracolosamente camminarono per chilometri persino sul mare, fino alle coste italiche dove ne persero le tracce. Il dipinto era fuggito all'invasione e alla distruzione islamica.
Ecco che ci ritroviamo quindi nel già citato Genazzano. Qui nel frattempo la vedova ottantenne Petruccia, devota alla Madre del Buon Consiglio venerata in una vecchia chiesa del paese, ebbe una rivelazione. “La Madre Santissima nella sua immagine di Scutari deve uscire dall'Albania e bisogna edificarle un tempio”. La donna, che ha modeste risorse, obbedisce ma i suoi aver bastano appena per qualche metro di parete, e i concittadini la derisero per le sue velleità. Ma un giorno sentirono una musica celestiale e videro una nube che andava dritta verso la parete edificata grazie a Petruccia, e qui apparve loro l'affresco della Madonna del Buon Consiglio.
Nei giorni successivi si contarono tra i devoti accorsi 161 miracoli. E qui ora sorge un Santuario, edificato grazie alle donazioni dei pellegrini, proprio come era stato predetto a Petruccia, elevato a Basilica minore nel 1903 da Papa Leone XIII, che introdusse l'invocazione Madre del Buon Consiglio nella Litania Lauretana.
La Madonna del Buon Consiglio si festeggia il 26 aprile; ella compie miracoli nell'animo di chi le si rivolge, correggendo, orientando e consigliando ciò che è bene per loro.
Fonte: Valter Sosio - Chiesadimilano.it - santodelgiorno.it - laparola.it